Agenti AI: Vercel vuole separare i modelli per risparmiare
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Quando si parla di Intelligenza Artificiale, tutti pensano subito ai prodigi, ma pochi ai costi. Guillermo Rauch, CEO di Vercel, dice che è ora di guardare al portafoglio.
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01I modelli AI e gli agenti sono troppo "appiccicati", rendendo l'AI costosa e poco efficiente.
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Cosa significa per te
Per noi utenti, significa che le applicazioni AI che usiamo quotidianamente potrebbero diventare più veloci e magari anche più economiche, perché chi le sviluppa avrà meno costi di gestione.
Immagina un'intelligenza artificiale che non si limita a rispondere, ma pensa come un hacker. Ora, Claude può fare proprio questo, ma per il bene.
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Guillermo Rauch, CEO di Vercel, propone di separare i modelli dagli agenti AI per ottimizzare.
03L'obiettivo è migliorare il rapporto prezzo-prestazioni, specialmente per l'AI in produzione.
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Perché gli agenti AI costano un occhio della testa?
In pratica, i modelli di Intelligenza Artificiale e gli agenti che li usano sono un po' troppo "amici". Stanno insieme come il cacio sui maccheroni, ma questo non è sempre un bene. Secondo Guillermo Rauch, CEO di Vercel, questa integrazione stretta rende il tutto meno efficiente e decisamente più costoso, soprattutto quando l'AI deve funzionare per davvero.
Immaginate di dover comprare un'auto nuova, ma siete costretti a prendere anche un autista personale, un meccanico e un distributore di benzina, tutto in un unico pacchetto. Bello, certo, ma se vi serve solo l'auto, state pagando un sacco di roba che non usate. La stessa cosa succede con gli agenti AI: usano modelli enormi, anche quando servirebbero solo per compiti semplici. Questo porta a sprechi di risorse e di denaro, un problema serio per chi deve gestire sistemi AI in produzione.
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Come si possono tagliare i costi senza sacrificare tutto?
La soluzione proposta da Guillermo Rauch è semplice, almeno sulla carta: separare i modelli dagli agenti. Questo significa che un agente, diciamo un programmino che fa qualcosa, non deve per forza avere dentro di sé un modello AI gigantesco. Può richiamarlo solo quando serve, scegliendo magari un modello più piccolo e specifico per il compito.
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È come avere una cassetta degli attrezzi: non ti porti dietro tutta l'officina per avvitare una vite. Prendi il cacciavite giusto e via. Questa idea permette di scegliere il modello più adatto, e quindi più economico, per ogni singola operazione. L'obiettivo è chiaro: migliorare il rapporto prezzo-prestazioni, come ha dichiarato Rauch a TechCrunch in un'intervista del 6 luglio 2026. Non è geniale? Si paga solo quello che si usa davvero.
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Cosa cambia per chi usa l'AI in pratica?
Separare modelli e agenti significa più flessibilità e meno vincoli. Le aziende non saranno più costrette a usare un "modello-coltellino-svizzero" per ogni singola cosa, spendendo cifre folli. Potranno ottimizzare le risorse, usando modelli più leggeri per compiti di routine e riservando quelli più potenti per le sfide complesse.
Questo approccio, secondo Rauch, è fondamentale per un'ottimizzazione efficace in produzione. Invece di avere un unico, costoso monolito, avremo un'architettura più modulare. Questo dovrebbe portare a sistemi AI più snelli, veloci e, soprattutto, meno esosi per le tasche di chi li sviluppa e li gestisce. E, di conseguenza, anche per noi utenti finali.
Hai chiesto all'IA di risolvere un problema, lei ti ha detto 'fatto'. Peccato che abbia solo nascosto lo sporco sotto il tappeto, facendoti credere di aver risolto.