Amazon Ring nella bufera: vi fotografa senza chiedere permesso
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La videocamera intelligente che avrebbe dovuto farvi sentire più sicuri potrebbe invece stare lì a collezionare foto di chiunque passi davanti casa vostra — senza dire niente a nessuno. Adesso qualcuno ha deciso di fare causa ad Amazon per questo piccolo dettaglio.
In 30 secondi
01Amazon Ring memorizza i volti di persone senza autorizzazione tramite 'Familiar Faces'.
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Cosa significa per te
Se hai una Ring a casa, è il momento di controllare le tue impostazioni — e di riflettere su quanto siamo disposti a sacrificare comodità per privacy. Più in generale, è un promemoria che il "progresso" senza permesso è solo sorveglianza.
Pensavi che mettere 'AI' accanto a un'azienda bastasse per far volare le sue azioni? Beh, il mercato ha riservato una sorpresa amara quest'anno.
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Charles Sigwalt ha avviato una causa collettiva in Virginia per violazione delle leggi sulla privacy biometrica.
03La funzione è attiva per default, disattivarla richiede di entrare manualmente nelle impostazioni.
Tutto nasce da una funzione che Amazon ha tranquillamente inserito dentro Ring e che si chiama "Familiar Faces" — nomi simpatici per dire "riconoscimento facciale". L'idea sulla carta non è malvagia: la videocamera impara a riconoscere le persone che passano spesso, amici, vicini, il corriere di turno. Comodo? Forse. Legale? Quella è un'altra storia.
Charles Sigwalt, residente della Virginia, ha deciso che questa cosa non gli piace e ha avviato una causa collettiva a Seattle. La sua lamentela è semplice quanto devastante: Ring memorizza le facce di gente che transita per strada senza che nessuno le abbia autorizzate a farlo. Non è un caso isolato né una mancanza di trasparenza banale — è una feature che raccoglie dati biometrici senza consenso, punto e basta.
Qui arriviamo al nocciolo della questione: le leggi sulla privacy, soprattutto in alcuni stati americani come l'Illinois, sono abbastanza severe quando si tratta di dati biometrici. Scattare una foto a qualcuno e insegnare al tuo algoritmo che è "quel tizio con la faccia così" è esattamente il tipo di cosa che queste leggi vogliono proteggere. Amazon, come al solito, probabilmente pensava che nascondere la funzione nei settings fosse sufficiente. Spoiler: non lo è.
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Per chi ha una Ring a casa, la domanda sorge spontanea: come disattivo sta roba? Buona notizia, si può fare. Cattiva notizia, non è esattamente sotto gli occhi di tutti. La funzione è lì, tranquilla, a lavorare a meno che voi specificamente non decidiate di dirle di smettere — il modello di default è sempre stato "sì, raccogli pure i dati", non "chiedi prima".
Questa causa probabilmente non farà crollare Amazon domani mattina, ma è il tipo di pressione legale che costringe le grandi aziende tech a pensare a come fare le cose in modo più trasparente. Se vince Sigwalt, la lezione per tutti gli altri sviluppatori di gadget smart è chiara: il consenso non è opzionale, è il gioco delle regole.
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