Crypto istituzionale: le banche comprano token 'simil-azioni'?
·2 min·Medio
“
Chi diceva che le crypto erano roba da smanettoni? Beh, sembra che i grandi investitori stiano finalmente mettendo il naso in questo mondo, e non per scherzo.
In 30 secondi
01Il report annuale di Wintermute conferma un boom di scambi crypto istituzionali OTC.
02Evgeny Gaevoy di Wintermute ha notato più interesse per i token simili ad azioni.
→
💡
Cosa significa per te
Questo significa che il mondo crypto sta maturando, diventando meno un Far West e più un mercato finanziario "serio", con tutti i pro e i contro del caso. Per i piccoli investitori, potrebbe significare meno speculazione selvaggia, ma anche meno occasioni da "lotto".
È successo a tutti, almeno una volta. Quella volta che hai chiesto all'AI una mano per qualcosa di "innocente". Ora immagina di essere un famoso YouTuber e di finire nell'occhio del ciclone per lo stesso motivo.
·2 min·2·Base
03Un segnale che i 'grandi' vedono il potenziale, non solo la speculazione selvaggia.
0101
I 'grandi' stanno arrivando davvero?
Sì, sembra proprio di sì. Dopo anni di chiacchiere e qualche timido esperimento, i pesi massimi della finanza stanno iniziando a considerare seriamente il mondo delle criptovalute. Non più solo un giocattolo per nerd, a quanto pare.
Evgeny Gaevoy, Co-Founder e CEO di Wintermute, ha dichiarato a Bloomberg Crypto il 4 agosto 2026 che c'è un interesse crescente per i simili ad azioni. La sua azienda, Wintermute, è un market maker piuttosto noto nel settore crypto, quindi questi non sono rumors da bar. Hanno il polso della situazione.
Il loro report annuale sui flussi OTC- over-the-counter, ovvero scambi diretti tra grandi player, fuori dagli exchange pubblici- ha mostrato un'impennata negli scambi da parte delle istituzioni. Insomma, banche, fondi e simili stanno muovendo volumi importanti. E la cosa non è più un segreto, ma un dato di fatto.
0202
Cosa sono questi 'token simil-azioni'?
Parliamoci chiaro: non sono azioni vere e proprie, non aspettatevi di diventare azionisti di Enel comprando un token. Sono asset digitali che provano a replicare alcune caratteristiche delle azioni tradizionali, ma su blockchain. Magari danno diritto a una quota degli utili di un progetto, o a votare in certe decisioni.
📬 Ti piace quello che leggi?
Ricevi le migliori notizie AI ogni settimana, direttamente in inbox.
I token "equity-like" sono asset digitali che mirano a replicare alcune caratteristiche delle azioni tradizionali, come la partecipazione agli utili o ai diritti di voto, utilizzando la tecnologia blockchain. Per le istituzioni, potrebbero rappresentare un modo per accedere a nuovi mercati o a rendimenti diversi, con una burocrazia potenzialmente ridotta. Certo, è un tentativo di rendere il tutto meno selvaggio, meno Far West, e più simile a quello che conoscono bene.
0303
E quindi, cosa cambia per noi comuni mortali?
L'arrivo dei "grandi" nel mondo crypto è un'arma a doppio taglio. Da un lato, porta stabilità e legittimità. Più capitali significano più liquidità e magari meno sbalzi di prezzo folli, cosa che non guasta per chi non ha lo stomaco di un leone.
Dall'altro, potrebbe significare meno opportunità di guadagni facili, quelli che facevano urlare di gioia o disperazione i primi adottanti. Il mercato diventa più maturo, ma anche più controllato e, diciamocelo, un po' più noioso. Ma forse è il prezzo da pagare per far uscire le cripto dalla nicchia e portarle davvero nel mainstream.
Sembrava quasi fatta per la regolamentazione delle criptovalute, invece è tutto in stallo. Il problema? Nessuno si mette d'accordo su chi deve fare cosa.
Immagina di litigare con qualcuno e poi pubblicare le chat per dimostrare di avere ragione. È proprio quello che OpenAI ha fatto con Apple, trasformando una causa legale in uno spettacolo pubblico.