Da 250mila monopattini a 10mila data center nello spazio: la nuova scommessa
·2 min·Base
“
Euwyn Poon ha costruito un impero di monopattini elettrici, ma evidentemente gli è sembrato troppo noioso. Ora ha 5 milioni di dollari in tasca e un'idea pazzesca: mettere data center in orbita.
In 30 secondi
01Euwyn Poon, fondatore di Spin (250mila monopattini), ha raccolto 5 milioni per Orbital.
02
→
💡
Cosa significa per te
Se questo progetto funziona, significa che tra qualche anno i tuoi dati potrebbero essere processati da un satellite sopra la tua testa, internet potrebbe diventare leggermente più veloce ovunque, e gli spaceman potrebbero avere un nuovo lavoro. Se fallisce, beh, almeno qualcuno ha provato.
Pensavi che mettere 'AI' accanto a un'azienda bastasse per far volare le sue azioni? Beh, il mercato ha riservato una sorpresa amara quest'anno.
·1 min·2·Base
Orbita 10mila satelliti come data center per sfruttare il raffreddamento gratuito dello spazio.
03Nessuno lo fa ancora. Se funziona, rivoluziona l'infrastruttura. Se fallisce, 10mila satelliti inutili.
Partiamo dai fatti. Poon è stato il founder di Spin, una delle startup di monopattini più aggressive degli ultimi anni — quella che ha messo insieme 250mila scooter in strada. Non male, ma anche non esattamente un'invenzione dal punto di vista tecnico: erano monopattini su ruote, comandati da un'app. Il business funzionava finché non ha iniziato a non funzionare più (come capita quando il mercato si satura e i comuni decidono che i tuoi scooter sporcano le strade).
Ora Poon ha fondato Orbital e punta a qualcosa di completamente diverso: data center orbitali. L'idea è lanciare 10mila satelliti che funzionino da data center distribuiti nello spazio. Prima di ridere, sappiate che ha già raccolto 5 milioni di dollari — soldi veri, da investitori che masticano tecnologia.
Perché sarebbe una buona idea? La teoria è questa: i data center tradizionali consumano montagne di energia per il raffreddamento (un server acceso è una stufa, insomma). Nello spazio il raffreddamento è gratis — letteralmente il vuoto. Plus, avere i dati in orbita ridurrebbe la latenza globale e creerebbe un'infrastruttura distribuita resistente ai blackout regionali. Sulla carta, suona meno pazza di quanto sembri.
📬 Ti piace quello che leggi?
Ricevi le migliori notizie AI ogni settimana, direttamente in inbox.
Beninteso, i dettagli sono microscopici. Lanciare migliaia di satelliti non è come mettersi in garage con un Arduino. C'è tutta la questione del peso, del costo per lancio, della manutenzione, dei detriti spaziali che potrebbero colpire un satellite server alle velocità di una pallottola. Roba complicata. Ma Poon conosce il gioco del scale-up e del rischio calcolato — l'ha già fatto una volta.
Il vero colpo di genio (o pazzia, dipende dal momento in cui leggerai questo articolo) è che nessuno sta facendo esattamente questo. È il classico spazio grigio dove la tecnologia esiste, il mercato potrebbe esistere, ma nessuno ha ancora spinto il bottone.
Se funziona, avremo startup che lanciano data center nello spazio come oggi lanciano SaaS. Se non funziona, avremo 10mila satelliti che orbitano vuoti — una tassa molto cara alla vanità.
Mentre il mondo tech discuteva di OpenAI, Anthropic ha piazzato la sua mossa. Hanno lanciato Opus 5, un modello che, dicono, quasi raggiunge il mitico Fable 5.