Etichette AI: DEV.to ci aiuta a capire chi ha scritto cosa (davvero)
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Il web è ormai un mare magnum di testi, e distinguere l'umano dalla macchina è un'impresa. Finalmente qualcuno prova a metterci un po' d'ordine.
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01DEV.to ha introdotto etichette 'AI Assisted' e 'AI Generated' per i contenuti.
02Gli autori ora dichiarano il livello di intelligenza artificiale usato nei loro post.
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Cosa significa per te
Ora puoi scegliere se leggere articoli scritti da persone vere o da un'intelligenza artificiale, filtrando il rumore digitale. Finalmente un po' di controllo sulla tua esperienza di lettura.
Il motore di ricerca intelligente Perplexity AI ha bisogno di muscoli per crescere. E li ha trovati in Crusoe, che gli affitterà un bel po' di computeroni per anni.
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03I lettori possono filtrare i contenuti per vedere solo scritti da umani o misti.
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Perché ci servono le etichette per l'AI?
Servono perché, diciamocelo, il confine tra un testo scritto da una persona e uno sputato fuori da un modello è sempre più sottile. DEV.to, una piattaforma per sviluppatori, ha deciso di darci una mano introducendo un sistema di etichette per la trasparenza dei contenuti generati o assistiti dall'intelligenza artificiale.
L'idea è semplice: se un post è passato per le mani (o gli algoritmi) di un'AI, lo si dichiara. In questo modo si spera di mantenere un certo livello di fiducia e di connessione umana, evitando che la piattaforma diventi un mero deposito di testi senza anima. Non è male, specie in un'epoca dove i bot sembrano più prolifici di noi.
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Come funzionano queste nuove etichette?
DEV.to ha introdotto due categorie principali: "AI Assisted" e "AI Generated". La prima indica contenuti in cui un'AI ha dato una mano, magari per l'editing o per qualche idea, ma il succo è umano. La seconda, invece, è per i post dove l'AI ha fatto praticamente tutto il lavoro pesante, dalla stesura alla struttura.
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Questa distinzione, implementata da DEV.to il 19 giugno 2024, permette agli autori di essere chiari fin da subito. E a noi lettori? Ci dà il potere di scegliere. Vogliamo leggere solo roba scritta da persone in carne e ossa, con tutti i loro difetti e genialità? Oppure ci va bene anche un pezzo lucidato da un algoritmo? Finalmente, la scelta è nostra.
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Cosa cambia per noi, poveri lettori?
Per noi cambia che ora possiamo navigare DEV.to con un pizzico di consapevolezza in più. Possiamo decidere di filtrare i contenuti, magari escludendo del tutto quelli "AI Generated" se cerchiamo un'esperienza più autentica. È un po' come scegliere tra un pomodoro dell'orto e uno cresciuto in serra con l'idroponica, entrambi validi ma diversi.
Questo sistema ci permette di avere un controllo maggiore sul nostro "feed" di notizie, evitando di sentirci bombardati da contenuti indistinguibili. Alla fine, l'obiettivo è semplice: preservare il valore della comunicazione umana e dare agli utenti gli strumenti per decidere cosa vogliono leggere. Un piccolo passo per la trasparenza, un grande passo per la nostra sanità mentale digitale. O almeno, così si spera.
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Immagina di salire sul treno per andare al lavoro, ma i binari sono un disastro. In Olanda, non è solo un guasto tecnico, ma qualcosa di molto più sinistro.