Chi l'avrebbe detto che organizzare fiere e congressi valesse una fortuna? Beh, evidentemente sì, e pure bella grossa.
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03La causa chiede rimborsi per costi eccessivi sul Play Store.
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Google è nei guai, di nuovo?
Sì, sembra proprio di sì. Google si trova al centro di una class action nel Regno Unito, accusata di aver fatto pagare troppo i suoi utenti. La causa sostiene che ben 20 milioni di consumatori britannici avrebbero pagato prezzi gonfiati per le app Android.
L'accusa non è roba da poco. Riguarda il modo in cui Google gestisce il suo Play Store, in pratica il negozio digitale dove scarichiamo tutte le nostre app. Secondo i querelanti, Google avrebbe imposto commissioni esagerate agli sviluppatori per oltre dieci anni. Questo ha poi ricaduto sui prezzi finali.
Un'azione legale collettiva nel Regno Unito, avviata contro Google, coinvolge circa 20 milioni di consumatori britannici a partire da ottobre 2026. Immagina di comprare un panino e scoprire che il fornaio ha pagato una tassa enorme sul pane, che poi ovviamente ha aggiunto al prezzo finale. Ecco, più o meno è quello che sarebbe successo con le app. Gli sviluppatori, per coprire i costi, avrebbero aumentato i prezzi per noi, gli utenti finali.
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Cosa significa per le tue tasche?
Significa che, se sei tra i 20 milioni di utenti UK coinvolti, potresti aver speso più del dovuto per ogni app o acquisto in-app. La causa punta a ottenere un risarcimento per questi presunti sovrapprezzi, che potrebbero ammontare a somme considerevoli.
La storia non è nuova. Google è spesso sotto i riflettori per le commissioni del Play Store, che di solito si aggirano attorno al 30% per le transazioni. Queste percentuali, se ritenute eccessive, possono davvero pesare sul portafoglio di milioni di persone e limitare la concorrenza.
La class action britannica accusa Google di aver applicato commissioni eccessive agli sviluppatori Android per oltre un decennio, gonfiando i prezzi sul Play Store. Certo, non parliamo di cifre astronomiche per una singola app, ma pensate a tutte le app che si comprano, gli abbonamenti, gli acquisti interni. Sommate su dieci anni e su 20 milioni di persone, il conto diventa salato. È la classica goccia che scava la roccia, ma qui la roccia è il tuo conto in banca.
Chi non vorrebbe sbirciare il futuro? Bloomberg ci prova, con un video che già oggi racconta il Medio Oriente del 2026. Sembra abbiano una macchina del tempo, o almeno una sfera di cristallo.