Google Smart Speaker: hardware top, ma Gemini non è ancora all'altezza
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Gli smart speaker sono un po' come quel parente simpatico ma inutile. Promettono tanto, poi finiscono a fare il timer per la pasta. L'AI doveva cambiare tutto, ma ha davvero mantenuto la promessa?
In 30 secondi
01I nuovi smart speaker di Google hanno un hardware di alto livello, ben progettato e funzionale.
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Cosa significa per te
Per la persona comune, questo significa che non c'è ancora un motivo valido per correre a comprare un nuovo smart speaker solo per l'AI. I vecchi modelli fanno ancora il loro sporco lavoro, e le "magie" di Gemini sono ancora un po' troppo altalenanti per giustificare la spesa.
Pensavi che mettere 'AI' accanto a un'azienda bastasse per far volare le sue azioni? Beh, il mercato ha riservato una sorpresa amara quest'anno.
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L'integrazione di Gemini come AI principale non soddisfa le aspettative, risultando deludente.
03Nonostante i progressi, l'intelligenza artificiale non ha ancora trovato la killer app per gli speaker.
04Amazon ha già lanciato un hardware simile con una Alexa rivista lo scorso autunno.
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Che fine hanno fatto gli smart speaker?
Per anni, gli smart speaker hanno cercato un senso alla loro esistenza oltre a riprodurre musica e impostare sveglie. Sono un po' come il soprammobile tecnologico che sta in cucina, ma non sai mai bene perché. L'intelligenza artificiale doveva essere la svolta, il colpo di scena che li avrebbe resi indispensabili. Ma siamo sicuri che sia così?
Amazon, per dire, ha già fatto il suo tentativo. Ha presentato un nuovo hardware con una versione aggiornata di Alexa lo scorso autunno, cercando di dare una rinfrescata al concetto. Ora è il turno di Google, e le aspettative erano, come sempre, alle stelle. Dopotutto, l'azienda ha Gemini, il suo modello AI più chiacchierato, pronto a entrare in scena.
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Il nuovo speaker di Google è un gioiello (di design)?
Sì, il lato hardware è promosso a pieni voti, a quanto pare. Google ha tirato fuori un ottimo smart speaker, ben costruito e con un design che non sfigura sul bancone della cucina. Insomma, dal punto di vista estetico e funzionale, per quanto riguarda l'audio e la reattività base, sembra che il lavoro sia stato fatto bene. Un bell'oggetto, insomma, che fa il suo dovere come speaker.
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Non è una sorpresa, Google sa come disegnare hardware. Il problema non è mai stato lì, ma sotto il cofano. Quella parte "smart" che dovrebbe distinguere questi aggeggi da una semplice cassa Bluetooth. Ma l'hardware da solo non basta più, giusto? Serve un cervello, e qui entra in gioco il famoso Gemini, il modello di AI che Google sta spingendo ovunque.
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Gemini è pronto per la vita domestica?
Ah, qui casca l'asino. Nonostante l'hardware sia di qualità, Gemini non sembra ancora pronto per la vita quotidiana in uno smart speaker. Le recensioni dicono che il suo comportamento è ancora altalenante, con risposte che vanno dal brillante al totalmente inutile. È un po' come avere un genio che a volte risponde con la saggezza di un oracolo e altre con l'intelligenza di un sasso. La versione di Gemini per gli smart speaker, come riportato da The Verge, non ha ancora l'affidabilità necessaria.
Questo rende l'esperienza d'uso frustrante, minando l'intero concetto di "assistente intelligente". Se non puoi fidarti che risponda correttamente a una domanda complessa, tanto vale chiedere solo l'ora. Quindi, per ora, l'AI non ha ancora trovato il suo vero scopo negli smart speaker, lasciandoli ancora a cercare quel "secondo atto" convincente che tutti aspettano. Forse serve ancora un po' di tempo, o forse un'idea davvero geniale. Chi può dirlo?
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