Il nuovo Siri di Apple è finalmente decente (e arriva al momento giusto)
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Siri, l'assistente vocale di Apple che per anni abbiamo usato solo per fare battute, sta per diventare quasi utile. Nel frattempo, il colosso di Cupertino prepara il terreno per due device che cambieranno il gioco: un iPhone pieghevole e un MacBook con schermo touch.
In 30 secondi
01Nuovo Siri in iOS 27 e macOS 27 comprende comandi complessi e mantiene fluidità conversazionale, recuperando credibilità persa.
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Cosa significa per te
Se usi un Mac o un iPhone, il prossimo aggiornamento non sarà uno di quelli che ignori. Siri smette di essere un meme, e Apple prepara device che ridisegnano letteralmente come usiamo i computer. Non è solo un refresh: è il segnale che il gigante californiano ha capito che il gioco è ricominciato.
Pensavi che mettere 'AI' accanto a un'azienda bastasse per far volare le sue azioni? Beh, il mercato ha riservato una sorpresa amara quest'anno.
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Apple annuncia iPhone pieghevole e MacBook touchscreen, cambiando form factor dopo anni di attesa della giusta maturità tecnologica.
03L'integrazione nativa dell'AI nel sistema operativo posiziona Apple al pari di Google, Microsoft e Meta nella competizione AI.
Partiamo dal dato più importante: il nuovo Siri in iOS 27 e macOS 27 non è solo "meno imbarazzante di prima". Secondo le prime prove, riesce effettivamente a capire quello che gli chiedi, il che non è scontato per chi ricorda i disastri precedenti. L'AI più integrata nel sistema operativo permette a Siri di gestire compiti complessi e di contesto, mantenendo una naturale fluidità nella conversazione. Non è ancora al livello di ChatGPT, ma almeno non ti guarda come se non avesse capito niente.
L'importanza di questo aggiornamento non è solo tecnica, ma strategica. Apple è stata colpita da una vera crisi di reputazione nel campo dell'intelligenza artificiale: mentre i competitor lanciavano feature AI sofisticate, il gigante californiano restava con le mani in mano. Un Siri competente riporta credibilità, soprattutto adesso che inizia a integrarsi con gli ecosistemi hardware più ambiziosi dell'azienda.
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Parlando di ambizione: l'iPhone pieghevole è la mossa che Steve Jobs avrebbe rischiato già anni fa. Apple ha aspettato il momento giusto (quando la tecnologia dei display pieghevoli era matura abbastanza) e ora si prepara a lanciare un device che farà competitors come Samsung sudare freddo. Non è solo novità per novità: è un nuovo form factor che apre nuove possibilità di utilizzo e design.
Il MacBook touchscreen, poi, è un'altra storia. Per anni i Mac sono rimasti ancorati al trackpad perché "così funziona meglio". Ora Apple sembra aver deciso che è ora di rompere le regole che lei stessa ha scritto. Un MacBook con schermo sensibile al tocco significa interfaccia ibrida, nuove gesture, e soprattutto: chi pensava che i Mac fossero obsoleti dovrà ricredersi.
Tutto questo accade sullo sfondo di una competizione AI sempre più serrata. Google, Microsoft, Meta — tutti hanno le loro AI native. Apple stava perdendo terreno, ma con questo refresh non solo recupera, ma lo fa in modo integrato: non è un'AI bolognata sopra macOS, è una che vive dentro il sistema dal primo giorno. Questo è il tipo di mossa che, se fatta bene, cambia percezione.
La vera domanda adesso è: basterà a convincere la gente che Apple non è rimasta indietro nella corsa all'AI? Probabilmente sì, almeno finché Siri continua a non consigliarti di mangiare un iPhone.
Mentre il mondo tech discuteva di OpenAI, Anthropic ha piazzato la sua mossa. Hanno lanciato Opus 5, un modello che, dicono, quasi raggiunge il mitico Fable 5.