L'IA fa boom, i tech worker crollano: il paradosso del boom
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Il settore tech sta stampando miliardi di dollari di profitti grazie all'intelligenza artificiale. Peccato che sia diventato uno dei peggiori posti dove cercare lavoro. Strano? Forse, ma il dato è lì: mentre le aziende rastrellano soldi, i developer e gli engineer vedono scattare il freeze sui nuovi assunti (e gli stipendi che non si muovono).
In 30 secondi
01Le big tech guadagnano miliardi con l'IA ma congelano le assunzioni, usando meno persone per fare più cose.
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Cosa significa per te
Se lavori nel tech, questo significa che il tuo settore sta facendo soldi a palate ma non te li vuole passare — anzi, ti rende più precario mentre li fa. Se cerchi il tuo primo lavoro in programmazione, le porte si sono appena chiuse più forte. Non è hype, è il lato sporco del boom.
Pensavi che mettere 'AI' accanto a un'azienda bastasse per far volare le sue azioni? Beh, il mercato ha riservato una sorpresa amara quest'anno.
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Nel 2022-2023 hanno licenziato decine di migliaia di dipendenti, scoprendo che bastano meno risorse per mantenere i profitti.
03Gli stipendi entry-level sono fermi dal 2018-2019 mentre il costo della vita è salito e la concorrenza è spietata.
Qui c'è il trucco — e non è carino. L'IA non è una magia che crea nuovi posti di lavoro a sinistra mentre distrugge quelli a destra. È una tecnologia che permette alle aziende di fare più cose con meno persone. Pensa a un'azienda che prima aveva bisogno di cinque developer per lanciare una nuova feature; adesso con i tool AI, magari ne bastano tre, e chi entra nuovo scopre che il budget per assumere è stato tagliato del 40%.
La crisi è iniziata discretamente. Nel 2022-2023, le big tech (Amazon, Google, Meta, Microsoft) hanno licenziato decine di migliaia di persone. Ufficialmente era un "aggiustamento" dopo gli assunzioni folli del 2021; in realtà stavano testando se funzionava lo stesso con meno gente. Spoiler: è funzionato. E allora perché richiedere? Le aziende medie e piccole, nel frattempo, guardavano, calcolavano, e decidevano che aspettare era più conveniente che investire.
Il problema vero è che il boom di profitti non si traduce in opportunità. Anzi: le aziende usano l'IA per ottimizzare quello che hanno già (ricavi più alti con lo stesso carico di lavoro), non per espandersi e creare nuove posizioni. È like comprare una macchina superveloce per stare fermo nel traffico — il profitto c'è, la crescita meno.
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Per chi cerca lavoro nel tech in questo momento? Fa schifo. Gli stipend entry-level sono rimasti incollati ai livelli del 2018-2019, mentre il costo della vita se ne è andato in orbita. Le aziende chiedono esperienza per posizioni junior (contraddizione geniale). E la competizione è spietata: ogni dev che viene "ottimizzato" da una big company entra in un mercato già saturo, disposto a accettare qualsiasi cosa.
C'è un altro aspetto che nessuno vuole dire: l'IA sta cannibalizzando anche i lavori tecnici entry-level, quelli che prima erano il ponte per imparare. Se una startup può lanciare un prototipo con ChatGPT e uno sviluppatore senior, anziché assumere due junior... indovina chi rimane fuori? I junior.
La fine della storia? Le big tech stanno facendo più soldi che mai. I worker tech, invece, stanno scoprendo che il boom esclusivo non li include. È il paradosso più fastidioso del 2026: il settore che crea l'IA è uno dei peggiori posti dove trovare lavoro stable. Benvenuti nel nuovo equilibrio.
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