Libri rari: Amazon li usa per addestrare la sua intelligenza artificiale
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Pensavamo che i libri rari finissero in qualche biblioteca polverosa. Invece, Amazon ha un'altra idea per il loro futuro.
In 30 secondi
01Amazon ha acquisito spedizioni di libri rari per alimentare i suoi modelli di intelligenza artificiale.
02L'operazione solleva interrogativi sull'uso etico del materiale protetto da copyright per l'AI.
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Cosa significa per te
Per noi comuni mortali, significa che l'AI sta diventando più "colta" attingendo a fonti insospettabili. Allo stesso tempo, ci fa capire quanto sia importante il dibattito sui diritti d'autore e l'accesso alla conoscenza nell'era dell'AI.
Il motore di ricerca intelligente Perplexity AI ha bisogno di muscoli per crescere. E li ha trovati in Crusoe, che gli affitterà un bel po' di computeroni per anni.
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03Questo svela un nuovo fronte nella corsa all'addestramento AI, lontano dai soliti dataset digitali.
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Che fine fanno i libri rari oggi?
Una spedizione di libri rari, di quelle che di solito finiscono nelle collezioni private o nelle biblioteche, ha preso una strada inaspettata. Invece di un caveau storico, il carico è arrivato dritto a una struttura di Amazon dedicata all'addestramento di intelligenze artificiali. Chi avrebbe mai detto che i vecchi tomi finissero in un server invece che in una teca?
Questa scoperta, fatta da ricercatori curiosi, ha rivelato un lato meno noto della fame di dati dell'AI. Sembra che i volumi, alcuni dei quali unici e di grande valore storico, non siano destinati a essere letti da esseri umani. Piuttosto, serviranno a "nutrire" gli algoritmi per renderli più intelligenti.
Il blog simonwillison.net ha documentato questa particolare spedizione di libri rari, tracciandola fino a un centro di addestramento AI di Amazon. È una mossa che fa riflettere su come le grandi aziende stiano cercando ogni tipo di informazione per i loro modelli, anche la più remota e fisica.
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Perché Amazon vuole proprio libri rari?
La risposta è semplice, anche se un po' inquietante: dati, dati e ancora dati. I modelli di intelligenza artificiale hanno bisogno di quantità immense di testo per imparare il linguaggio, la cultura e le sfumature della conoscenza umana. I libri rari offrono un serbatoio di informazioni uniche, spesso non digitalizzate, e con stili linguistici ormai perduti.
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Questi testi antichi possono fornire all'AI contesti storici, vocabolari desueti e strutture narrative complesse, difficili da trovare nei dataset moderni. Addestrare un'AI su tali materiali la rende più sofisticata e versatile. L'obiettivo di Amazon è probabilmente migliorare la capacità dei suoi modelli di comprendere e generare testo, rendendoli più "colti" e precisi.
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Quali sono i problemi dietro questa mossa?
La questione principale riguarda il copyright e l'etica. Molti di questi libri rari potrebbero essere ancora protetti da diritti d'autore, anche se antichi. Usarli per addestrare un'AI senza autorizzazione o compenso solleva un mare di dubbi legali. Ma è giusto che l'AI si nutra di tutto, senza chiedere il permesso?
C'è poi il valore culturale. I libri rari sono patrimoni dell'umanità. Trasformarli in "carburante" per l'AI, anche se per uno scopo tecnologico, cambia la percezione del loro ruolo. La notizia, pubblicata il 17 agosto 2026, ha riacceso il dibattito su chi debba beneficiare dei contenuti che alimentano l'intelligenza artificiale e a quali condizioni.
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