Microsoft e Chevron costruiscono il mostro dei data center nel Texas
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Nel 2028 accenderanno un impianto che produrrà energia quanto servire mezzo milione di case texane. E indovina chi la vuole tutta? Microsoft, ovviamente, perché i suoi data center per l'IA divorano elettricità come niente fosse.
In 30 secondi
01Microsoft e Chevron costruiscono un impianto da 2,67 gigawatt in Texas, online nel 2028.
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Cosa significa per te
Significa che l'IA che usiamo ogni giorno è incredibilmente energivora, e le aziende tech stanno tornando agli idrocarburi per alimentarla—non perché siano malvagie, ma perché il resto dell'infrastruttura non regge il passo. La transizione energetica è più complicata di quello che i post LinkedIn lasciano intendere.
Pensavi che mettere 'AI' accanto a un'azienda bastasse per far volare le sue azioni? Beh, il mercato ha riservato una sorpresa amara quest'anno.
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L'energia basta per 530mila case, ma servirà solo ai data center IA di Microsoft.
03Accordo ventennale a gas naturale perché l'IA consuma più energia che gli stati rinnovabili possono fornire.
Chevron e Microsoft hanno firmato un accordo ventennale che trasforma il West Texas in una specie di centrale energetica dedicata all'IA. Il progetto si chiama Kilby (sì, come il processore, i nomi sono sempre così) e avrà una capacità di 2,67 gigawatt quando sarà a pieno regime. Per mettere in prospettiva: è come accendere 530.000 case texane contemporaneamente, ma solo per far girare i modelli di IA di Redmond.
L'impianto funzionerà a gas naturale—sì, non sarà proprio green come piacerebbe ai tweet di ESG, ma almeno non dipendiamo dal carbone degli anni '50. Chevron non fa questo da sola: l'ha coinvolta Engine No. 1, un fondo di investimento che vuole stare nel gioco della transizione energetica senza uscire da quello dei soldi veri.
Perché tutto questo? Semplice: i data center per l'IA sono diventati il problema infrastrutturale del decennio. Le aziende tech addosso continuano a promettere di salvare il mondo con i loro modelli, ma nel frattempo consumano più energia di interi stati. Microsoft ha già affrontato sceneggiature drammatiche in giro per il mondo—li hanno quasi fermati a causa del consumo idrico—quindi ha deciso: portiamo la partita nel cuore del petrolio americano e facciamo un deal con chi l'energia la conosce davvero.
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L'impianto dovrebbe iniziare a erogare potenza nel 2028 e arrivare alla piena capacità gradualmente nel tempo. Tradotto: Microsoft avrà tutta l'energia che vuole per trainare i suoi modelli di IA sempre più enormi, e Chevron avrà un cliente che paga ventanni di royalties. È un matrimonio molto conveniente per entrambi, e molto scomodo per chi spera che l'energia rinnovabile salvi il pianeta nei prossimi tre anni.
Il vero dato interessante? Questo è solo uno dei tanti accordi che le big tech stanno stipulando con fornitori di energia in giro per il mondo. Amazon e Google fanno la stessa cosa. Il messaggio è chiaro: l'IA affamata di GPU vuole energia affidabile, cheap e costante—la geotermica è bella sulla carta, ma non tiene il passo con le richieste. Così il petrolio e il gas, malgrade tutto, rimangono nel gioco.
Questa non è una storia di innovazione pulita. È la storia di come l'economia reale si arrangia quando la tecnologia promette molto e consuma ancora di più.
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