Musica AI: il CEO di Suno vuole farti creare, non solo ascoltare
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Stufi di ascoltare e basta? Presto potremmo tutti diventare piccoli Mozart, o almeno DJ. Il CEO di Suno ha idee chiare su come l'IA cambierà la musica.
In 30 secondi
01Mikey Shulman, CEO di Suno, crede che l'IA trasformerà la musica da passiva ad attiva.
02La piattaforma Suno ha già superato i 100 milioni di utenti con i suoi modelli AI proprietari.
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Cosa significa per te
Per una persona comune, questo significa che creare musica non sarà più un'impresa da professionisti. Potrai fare un remix del tuo brano preferito o comporre una melodia da zero con pochi clic, trasformando il consumo musicale in un'esperienza interattiva.
L'intelligenza artificiale è la fine dell'arte o la sua rinascita? Molti pensano la prima, ma i leader tech al Bloomberg Screentime 2026 hanno un'idea diversa.
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03L'obiettivo è permettere a tutti di creare, remixare e collaborare con gli artisti preferiti.
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L'IA ci trasformerà tutti in musicisti?
Sembra proprio di sì, o almeno questo è il sogno di Mikey Shulman, co-fondatore e CEO di Suno. Secondo lui, l'intelligenza artificiale è qui per scuotere il mondo della musica, portandoci via dal divano e mettendoci davanti a un microfono (o una tastiera, o un'interfaccia AI). L'idea è semplice: smettiamola di essere solo ascoltatori passivi, diventiamo creatori attivi.
Addio al semplice "play", benvenuti nel "crea, mixa e collabora". Shulman immagina un futuro dove non solo ascoltiamo i nostri artisti preferiti, ma possiamo anche interagire con la loro musica in modi completamente nuovi. Un po' come se il vostro artista preferito vi passasse le basi per farci sopra quello che volete. Bello, no?
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Cosa sta combinando Suno, di preciso?
Suno non è certo l'ultimo arrivato nel settore. La piattaforma ha già un bel po' di numeri dalla sua: oltre 100 milioni di utenti, per dire. Questo la rende una delle realtà più grandi nel campo della generazione musicale con IA. Hanno stretto pure diverse partnership nell'industria musicale, mica bruscolini.
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Tutto questo è possibile grazie ai loro modelli di intelligenza artificiale sviluppati in casa. Non usano roba "generica" trovata in giro, ma "muscoli" IA pensati apposta per la musica. Questo permette a Suno di offrire strumenti che, almeno nelle intenzioni, dovrebbero essere intuitivi anche per chi non sa distinguere un do da un sol.
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C'è speranza per gli artisti (e i loro portafogli)?
Certo, l'idea di "generare musica" fa sempre un po' storcere il naso a chi la musica la fa per davvero. Ma Shulman è convinto che l'IA non sia una minaccia, anzi. Vede nuove opportunità di business, specialmente attorno alla licenza delle voci e delle musiche degli artisti. Insomma, un modo per farli guadagnare anche quando non sono in tour.
L'IA, secondo il CEO di Suno, può espandere l'intero mercato musicale. Più gente crea, più gente interagisce, più soldi girano. È un po' la logica della "torta più grande", dove tutti dovrebbero avere la loro fetta. Resta da vedere se sarà una torta gustosa per tutti, o se la fetta più grande andrà sempre ai soliti noti.
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