
L'S&P 500 tiene fuori SpaceX (e fa bene)
Mentre tutti applaudono SpaceX per aver rivoluzionato lo spazio, c'è chi dice: bene che non sia nell'S&P 500. Un'opinione controintuitiva che però ha una logica solida dietro.
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martedì 4 agosto 2026
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Mentre tutti applaudono SpaceX per aver rivoluzionato lo spazio, c'è chi dice: bene che non sia nell'S&P 500. Un'opinione controintuitiva che però ha una logica solida dietro.

Stanco di vedere arbitri discutere per minuti su un fuorigioco di mezzo centimetro? Quest'anno al Mondiale la tecnologia mette fine al teatrino: ogni giocatore avrà un clone digitale 3D che gli arbitri potranno consultare da ogni angolazione possibile.

I giganti del cloud che alimentano l'IA hanno iniziato a giocare con i soldi veri sui mercati globali, e ora tocca anche a CoreWeave. Una startup che finanzia data center con bond che nessuno, formalmente, dovrebbe comprare — eppure li comprano.
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Quando pensi che le cose non possono peggiorare per un'azienda in crisi, arriva il colpo finale: il carcere. Ma stavolta c'è una pausa nel copione. Il fondatore di Byju's, la piattaforma di educazione online diventata il simbolo del fallimento delle startup indiane, ha ottenuto una sospensione della sua condanna a sei mesi di prigione dalla corte suprema di Singapore.

Un'osservazione da Peter Steinberger (ex OpenClaw, ora ad OpenAI) sta girando nelle timeline tech e smonta un'idea che davamo per scontata. Mentre tutti corrono dietro ai modelli sempre più grandi e agli agenti che si auto-orchestrano, qualcuno sta dicendo: ma siete sicuri di stare guardando la cosa giusta?
Quante volte ti trovi con un manuale di procedura lungo tre pagine che nessuno segue davvero, oppure processi talmente complicati che servono due persone per non fare casino? C'è un nuovo strumento che trasforma quei fogli di istruzioni in workflow intelligenti che si autogestiscono.
Immagina di guidare una barca di notte senza fari, sapendo che gli scogli sono da qualche parte laggiù. È quello che sta per succedere agli albori dell'Alaska quando la National Science Foundation deciderà di staccare la spina dalla sua rete di monitoraggio oceanico. Una mossa che mette a rischio un'industria da miliardi di dollari e comunità costiere già fragili.

I data center che alimentano l'AI bevono acqua come non mai, e le città cominciano a protestare. Amazon ha deciso di rompere il silenzio e raccontare al mondo quanto sia virtuoso il suo consumo idrico — ma c'è un problema: nessuno le crede davvero.

Mentre il mondo discute se l'intelligenza artificiale debba stare dentro o fuori dai confini nazionali, c'è una azienda di difesa che ha già deciso: i prossimi impianti di armi potrebbero tranquillamente nascere in Europa. Il CEO di Anduril Industries ha appena detto che la cosa non è solo possibile, è probabile.

A Washington succede qualcosa di insolito: le aziende tech, i governi e i regolatori che si detestano da anni si stanno sedendo allo stesso tavolo per parlare di IA. Il problema? Nessuno sa se sta sedendosi lì per collaborare o per sabotarsi.

Negli ultimi mesi, i discorsi di laurea sono diventati un'arena dove i neolaureati fischiavano gli speaker che predicavano meraviglie dell'intelligenza artificiale — come se assistessero a un concerto punk anziché una cerimonia accademica. Microsoft ha deciso di scendere in campo con un lunghissimo manifesto, e sorpresa: non è il solito «credete al progresso».