
AI: Meta pensa di affittare la sua potenza di calcolo
L'oro della corsa all'AI non è solo l'algoritmo, ma anche la pala per scavare: la potenza di calcolo. E Meta, che di pale ne ha tante, pensa di affittarne un po'.
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sabato 1 agosto 2026
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L'oro della corsa all'AI non è solo l'algoritmo, ma anche la pala per scavare: la potenza di calcolo. E Meta, che di pale ne ha tante, pensa di affittarne un po'.

Facebook è diventato un colosso dell'AI. Ora vuole affittare la sua potenza a chiunque, compreso te. Un nuovo business è all'orizzonte.

Meta voleva usare Gemini di Google in grande stile, ma c'è un problema: Google non ha abbastanza server per farla felice. Risultato: limiti imposti e accordo ridimensionato.

Mentre negli Stati Uniti si discute di regolamentazione, la Cina sta già costruendo l'infrastruttura che farà muovere i modelli di intelligenza artificiale di domani. E il portafoglio è pesante: quasi 300 miliardi di dollari sul piatto per dominare il terreno dove conta davvero.
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Mentre tutti discutono se l'IA consuma troppa energia sulla Terra, Elon Musk ha deciso di spostarla direttamente in orbita. David George, uno dei soci di Andreessen Horowitz e primo investitore di SpaceX, è convinto che la società appena quotata in borsa abbia le carte in regola per farcela.

Mentre tutti discutono di quale IA sia più intelligente, Musk ha capito una cosa più semplice e più redditizia: chi controlla i computer vince. SpaceX ha appena firmato un accordo miliardario per fornire potenza di calcolo a Reflection AI, il che significa che Elon non solo gioca con i satelliti, ma ora rifornisce anche l'intera industria dell'intelligenza artificiale.
L'amministrazione Trump sta facendo quello che sa fare meglio: investire pubblico in startup promettenti, questa volta nel quantum computing. Nove aziende sono appena diventate più ricche, ma la vera domanda è se i computer quantistici risolveranno davvero i problemi che promettono, o se è solo l'ennesima bolla tecnologica.
Immagina di ordinare un data center come una pizza: arriva in pezzi, lo monti in due giorni, lo accendi e funziona. La Cina ha appena iniziato a farlo davvero. Il primo hub di computing prefabbricato del Paese è già operativo, e promette di rendere obsoleto il modo in cui abbiamo sempre costruito infrastrutture digitali.

Mentre il mondo discute di chi avrà i migliori chip per l'intelligenza artificiale, Google ha deciso di fare una cosa strana: comprare potenza di calcolo da un'azienda che manda razzi nello spazio. La cifra? 920 milioni di dollari al mese, fino al 2029.