
Soldi AI: Neil Rimer, VC, prevede la redistribuzione della ricchezza
Immagina che tutti i soldi finiti nell'AI debbano tornare indietro. È quello che pensa Neil Rimer, un pezzo grosso del venture capital, e la cosa non è da poco.
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sabato 1 agosto 2026
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Immagina che tutti i soldi finiti nell'AI debbano tornare indietro. È quello che pensa Neil Rimer, un pezzo grosso del venture capital, e la cosa non è da poco.

L'intelligenza artificiale non è solo codice e algoritmi, è anche un'enorme calamita per i soldi. Joe Lonsdale, co-fondatore di Palantir, l'ha capito bene, lanciando un fondo da un miliardo e mezzo.

Mentre tutti guardano i soliti giganti dell'AI fare incetta di miliardi, c'è chi sta già pensando al dopo. Pare che il vero affare non sia più costruire l'ennesimo modello, ma usarli in modo furbo.

Nel 2024, mentre tutti inseguivano OpenAI, un fondo di venture capital ha deciso di puntare tutto su un underdog quasi sconosciuto e ha avuto ragione da vendere. Adesso quella scommessa vale miliardi — e c'è una lezione qua dentro sulla pazienza e il timing negli investimenti tech.
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Paradigm, un big del venture capital crypto, ha appena tirato su un miliardo e duecento milioni di dollari. Il bello? Non sono per le criptovalute, ma per l'intelligenza artificiale.
Per anni, le startup della difesa erano un tabù per la Silicon Valley. Ora quel muro è crollato, con i capitali che raddoppiano.
Ashton Kutcher, l'attore che molti ricordano per 'That '70s Show', ora punta tutto sulle startup. Lascia la sua vecchia società per lanciarne una nuova, con una socia d'eccezione.
Mentre tutti parlano di chatbot che scrivono poesie, c'è un'azienda israeliana che ha appena triplicato la sua valutazione proteggendo infrastrutture critiche da attacchi informatici. Dream ha raccolto 260 milioni di dollari, e il mercato ha votato con i piedi.

Mistral, la startup francese che sta dando filo da torcere ai giganti dell'AI, starebbe per chiudere un round di finanziamento che le darebbe una valutazione pazzesca. Non male per una società che due anni fa era praticamente sconosciuta.

Mentre il mondo del venture capital si scrolla di dosso la sbornia post-pandemia, un'intera regione sta facendo il contrario: continua a investire, e pure parecchio. L'Africa nel 2025 non ha seguito il coro dei tagli, ma ha alzato la voce.

Per anni il software è stato il re della Silicon Valley, ma il vero gioco sta cambiando: l'IA non vive più solo nei data center, sta imparando a muovere robot, assemblare pezzi e gestire fabbriche. I grandi investitori hanno già capito che il prossimo trilione di dollari non sarà guadagnato con algoritmi astratti, ma quando l'intelligenza artificiale metterà le mani (letteralmente) nel mondo fisico.