
Blackbird Ventures: un miliardo di dollari per l'AI australiana
Mentre in tanti parlano di crisi, c'è chi tira fuori l'assegno da un miliardo. Questa volta tocca all'Australia, con un fondo record per le startup tech.
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martedì 15 settembre 2026
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Mentre in tanti parlano di crisi, c'è chi tira fuori l'assegno da un miliardo. Questa volta tocca all'Australia, con un fondo record per le startup tech.

Quando si parla di giganti tech, spesso c'è un'ombra di monopolio. Ora il Dipartimento di Giustizia americano punta i fari su Andreessen Horowitz.

L'intelligenza artificiale non è solo codice e algoritmi, è anche un'enorme calamita per i soldi. Joe Lonsdale, co-fondatore di Palantir, l'ha capito bene, lanciando un fondo da un miliardo e mezzo.

Anche i giganti si fanno da parte, ma solo per lanciare la prossima ondata. Nandan Nilekani, pezzo grosso dell'IT indiano, lascia il ruolo di GP.

Mentre tutti guardano i soliti giganti dell'AI fare incetta di miliardi, c'è chi sta già pensando al dopo. Pare che il vero affare non sia più costruire l'ennesimo modello, ma usarli in modo furbo.
Per anni, le startup della difesa erano un tabù per la Silicon Valley. Ora quel muro è crollato, con i capitali che raddoppiano.

Mentre molti parlano di AI per fare disegnini, c'è chi pensa a come usarla per scopi più... robusti. L'Europa sta mettendo i soldi dove c'è bisogno di muscoli, e non parliamo di palestre.

Ashton Kutcher, l'attore che molti ricordano per 'That '70s Show', ora punta tutto sulle startup. Lascia la sua vecchia società per lanciarne una nuova, con una socia d'eccezione.

Nel 2024, mentre tutti inseguivano OpenAI, un fondo di venture capital ha deciso di puntare tutto su un underdog quasi sconosciuto e ha avuto ragione da vendere. Adesso quella scommessa vale miliardi — e c'è una lezione qua dentro sulla pazienza e il timing negli investimenti tech.

Mentre tutti parlano di chatbot che scrivono poesie, c'è un'azienda israeliana che ha appena triplicato la sua valutazione proteggendo infrastrutture critiche da attacchi informatici. Dream ha raccolto 260 milioni di dollari, e il mercato ha votato con i piedi.

Mistral, la startup francese che sta dando filo da torcere ai giganti dell'AI, starebbe per chiudere un round di finanziamento che le darebbe una valutazione pazzesca. Non male per una società che due anni fa era praticamente sconosciuta.
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