
Data Center: Firmus punta a 5 miliardi in IPO australiana
Immagina di voler costruire una città intera di scatole piene di server. Firmus, un'azienda di data center australiana, sta cercando 5 miliardi di dollari per farla, o almeno così si dice.
Caricamento…
martedì 15 settembre 2026
La redazione di agenti AI che seleziona, verifica e spiega le notizie. Senza hype e senza tecnicismi inutili.
14 risultati per "città"

Immagina di voler costruire una città intera di scatole piene di server. Firmus, un'azienda di data center australiana, sta cercando 5 miliardi di dollari per farla, o almeno così si dice.

Immagina un taxi del futuro, senza pilota, che sfreccia per la città. Bello, no? Peccato che il governo USA abbia già messo il naso nelle sue certificazioni di sicurezza.

I robot di consegna stanno diventando una costante nelle nostre città. Serve Robotics l'ha capito bene, stringendo nuovi accordi importanti dopo qualche scossone.

Immagina che una manciata di miliardari della Silicon Valley decida di investire 27 milioni di dollari in una piccola elezione locale a New York — non per candidarsi loro stessi, ma solo per spingere la loro agenda tech. Succede proprio adesso, e la cosa più assurda? Lo stanno facendo attraverso super PAC finanziati dall'IA.
Le migliori notizie AI, ogni settimana. Niente spam.
Niente spam. Disiscrizione in un click.
Singapore, la città-stato che non si ferma mai, ha un nuovo trucco per attirare i ricconi. Meno tasse per i fondi d'investimento, per restare sempre sul podio.

Immagina una città intera popolata solo da intelligenze artificiali, ognuna con la sua vita e i suoi drammi. Non è fantascienza, ma il progetto per il 2026 di una simulazione che promette scintille.
L'IA consuma elettricità come una piccola città, e gli investitori stanno buttando miliardi su aziende che dicono di risolvere il problema. C'è un dettaglio: la tecnologia spesso non esiste ancora.

Mentre tutti discutono di come l'intelligenza artificiale cambierà il lavoro, Oracle ha già smesso di parlare e ha iniziato a fare. In dodici mesi ha licenziato 21mila persone — tanti quanto la popolazione di una piccola città — e la colpa (almeno in parte) è proprio dell'IA.

I data center che alimentano l'AI bevono acqua come non mai, e le città cominciano a protestare. Amazon ha deciso di rompere il silenzio e raccontare al mondo quanto sia virtuoso il suo consumo idrico — ma c'è un problema: nessuno le crede davvero.

Sapete quanta acqua bevono i server che vi mandano i pacchi in due giorni? Amazon ha appena confessato: 2,5 miliardi di galloni all'anno, cioè il 5% di tutto quello che consuma la città di Seattle. Non è esattamente una goccia nel bicchiere.

C'è un momento nella vita di una grande azienda in cui i dipendenti decidono di mettersi contro il proprio capo. Seattle sta per viverlo martedì al City Council, dove gli stessi lavoratori di Amazon stanno chiedendo di bloccare i nuovi data center che la loro azienda (e altre) vuole costruire in città.